Uno studente che deve iscriversi a un corso, un giornalista che chiede una dichiarazione, un docente che presenta una ricerca, una famiglia che valuta se scegliere quell’ateneo: sono pubblici diversi, con esigenze diverse. Farli sentire ascoltati, restando sempre riconoscibili, è il compito di chi lavora nella comunicazione universitaria.
Proprio come Gabriele Palamara, che guida il Servizio Comunicazione, Stampa ed Eventi dell’Università degli Studi di Bergamo.
Nel corso della conversazione, approfondiremo:
- Come si costruisce una strategia di comunicazione efficace e trasparente quando i pubblici sono così diversi tra loro
- Come cambia il registro tra comunicazione interna e comunicazione esterna
- Come si porta la ricerca fuori dai laboratori e la si rende comprensibile a tutti
- Che ruolo hanno oggi i social media in un contesto istituzionale
- Che peso hanno gli eventi nel rapporto tra un ateneo e il territorio in cui opera
- Come si protegge la reputazione di un’università quando qualcosa va storto
Un confronto pratico con chi ogni giorno traduce ricerca e vita accademica in contenuti capaci di raggiungere pubblici eterogenei, mantenendo un’identità unica e riconoscibile.
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