Comunicazione
Digital Product Passport: come Renoon sta trasformando la trasparenza nel settore moda
21 Aprile 2026
Quando si parla di sostenibilità nel mondo della moda, il dibattito non riguarda più solo materiali riciclati e collezioni “green”. Recentemente, infatti, la discussione si è spostata su un terreno più articolato, complesso e strutturale: la trasparenza dei dati di prodotto.
Per decenni siamo stati abituati a indossare capi che non raccontavano nulla della loro storia. Il consumatore poteva valutare e scegliere solo ciò che appariva visibile a “occhio nudo”: colore, prezzo, marchio. Tutto il resto – provenienza delle fibre, processi di lavorazione, certificazioni, impatto ambientale, passaggi della supply chain – rimaneva invisibile. Le informazioni si perdevano all’interno di un processo frammentato tra fornitori, documenti e sistemi aziendali difficili da integrare.
Oggi questo scenario sta cambiando rapidamente.
A guidare la trasformazione è il Digital Product Passport (DPP), uno strumento introdotto dall’Unione Europea nell’ambito della nuova Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), entrata in vigore nel 2024.
Per settori prioritari come il tessile e l’abbigliamento, i primi requisiti applicativi sono attesi dal 2027.
Il principio cardine è semplice: ogni prodotto dovrà essere accompagnato da un “passaporto digitale” contenente informazioni strutturate, verificabili e accessibili lungo tutto il ciclo di vita. Un cambiamento che non riguarda solo la compliance normativa, ma il modo stesso in cui i brand gestiscono i dati e dialogano con i consumatori.
Da app consumer a infrastruttura dati: l’evoluzione di Renoon
In questo nuovo contesto si inserisce l’evoluzione di Renoon, realtà nata come piattaforma consumer dedicata alla moda sostenibile e oggi trasformata in un’azienda B2B specializzata in Digital Product Passport e tracciabilità.

Guidata da Iris Skrami, co-founder con esperienza in aziende come Nike, Luxottica e PVH, Renoon ha spostato il proprio focus dal supporto ai consumatori alla costruzione di infrastrutture tecnologiche per i brand.
L’obiettivo: raccogliere, organizzare e rendere utilizzabili dati di prodotto spesso già esistenti, ma difficili da rintracciare.
È un lavoro complesso, ma indispensabile, perché il vero ostacolo alla trasparenza non è la mancanza di informazioni, ma la loro frammentazione.
Ultimamente, siamo catturati da messaggi come “Compra questa collezione perché è sostenibile e conscious”. Tuttavia, spesso, non vengono fornite informazioni complete dai brand sul perché sia così. Come consumatori abbiamo il diritto di poter trovare facilmente prodotti che abbiano realmente un minor impatto sull’ambiente e come Renoon svolgiamo un ruolo di intermediazione tra la domanda e l’offerta.
Iris Skrami, co-fondatrice di Renoon
Dai dati alla trasparenza: i progetti con i brand
Oggi Renoon collabora con oltre 30 aziende in Italia e in Europa. Tra queste troviamo:
- Dondup, con cui ha sviluppato un Digital Product Passport dedicato al denim, una delle filiere più articolate del settore. Il progetto rende visibili passaggi produttivi spesso opachi, offrendo al consumatore un livello di trasparenza concreto e comprensibile.
- GANNI, con cui Renoon ha lavorato insieme a EUSPA per integrare dati satellitari Copernicus e monitorare biodiversità e impatti ambientali lungo la supply chain. Un progetto presentato nel Responsibility Report 2025 del brand.
- Artknit Studios, che utilizza la tecnologia di Renoon per strutturare dati di prodotto e comunicare in modo più chiaro materiali, provenienza e processi.
La piattaforma è inoltre partner tecnologico della Copenhagen Fashion Week, dove il tema del Digital Product Passport è emerso come uno dei pilastri della trasformazione del settore.
Un nuovo ruolo per il prodotto
Il passaporto digitale non è solo un QR code da scansionare, ma un’infrastruttura che permette al prodotto di diventare:
- un punto di accesso ai dati,
- uno strumento di relazione tra brand e cliente,
- un canale di aggiornamento continuo,
- un mezzo per comunicare valore, impatti e scelte aziendali.
In questo modo, la relazione con il consumatore non si chiude più al momento dell’acquisto: può proseguire nel tempo, arricchirsi, evolvere.
Il prodotto smette di essere muto e diventa un oggetto “intelligente”, capace di raccontare la propria storia.
Un cambiamento inevitabile
Con l’avvicinarsi delle scadenze normative europee, la tracciabilità non è più un’opzione, ma una necessità strategica.
Renoon, citata da The Business of Fashion tra i provider attivi nell’implementazione dei Digital Product Passport, sta contribuendo a rendere questo passaggio più accessibile per i brand, trasformando un obbligo in un’opportunità: maggiore chiarezza, valore, fiducia e competitività.
Per molto tempo, i prodotti sono rimasti in silenzio.
Oggi, grazie al Digital Product Passport e grazie a Renoon, stanno iniziando a parlare.
E ciò che raccontano non riguarda solo come sono fatti, ma anche come vogliamo che sia il futuro della moda: più trasparente, più responsabile, più vicino alle persone.